Articoli di Riccardo Vincelli


"Nike, o Vittoria Alata!" Storia dello Stadio Vittoria di Bari

Vittoria è una divinità del pantheon greco-romano, creata ad esclusivo uso e consumo del popolo Italico, almeno così vuole la tradizione secondo il nostro inno nazionale. Molti non sanno, in realtà quasi nessuno direi, a parte forse a voi amici di Bari che state leggendo, è anche il secondo stadio del capoluogo pugliese. Dopo avere conosciuto assieme le peripezie edilizie e giudiziarie alle fondamenta del San Nicola, andiamo quindi a scoprire qualche fatto sullo Stadio della Vittoria.

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Alla scoperta del San Nicola di Bari: lo stadio all'italiana

Un magnifico esempio di stadio all'italiana fotografato da un drone, ai tempi in cui gli elicotteri non esistevano più - o al contrario, non lo so
Un magnifico esempio di stadio all'italiana fotografato da un drone, ai tempi in cui gli elicotteri non esistevano più - o al contrario, non lo so

Da italiani possiamo tranquillamente sentirci di dire che l’Italia è la patria del calcio, passione che condividiamo con molti altri paesi dell’Europa e del Mondo, anche se raramente con la stessa intensità. Rivali almeno ideali sono in questo senso gli inglesi. Rispetto ai quali abbiamo però una serie di concezioni tutte diverse, dal merchandise alle scommesse, passando per il tifo e, ovviamente, gli stadi.

Perché gli stadi? In Italia la quintessenza di quel calcio di provincia che non c’è più è il palcoscenico della domenica. Con l’immancabile pista di atletica in mezzo, mai usata e martoriata da torce lanciate dalla curva, lì solo ad ostacolare la vista allontanando ulteriormente il campo. In questo senso pochissime città vantano eccezioni, vedi il Ferraris di Genova. Ma anche da dire, pochissime città possono vantare non uno ma due impianti di questa matrice antica, che arriva da un’epoca dove i presidenti erano presidentissimi, italiani e non americani o cinesi, ed avevano come missione il trionfo della propria squadra, non la costruzione di nuovi impianti, cittadelle dello sport o, peggio ancora, centri commerciali. Nella speciale sezione di queste città italiane che vanno in doppio, ecco Bari.

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Intervista a Giacomo Ratto, il portiere giramondo

Giacomo su una scogliera in Grecia! O a Malta? Indovinate e scrivetelo nei commenti!
Giacomo su una scogliera in Grecia! O a Malta? Indovinate e scrivetelo nei commenti!

Eccoci qui per una chiacchierata con Giacomo Ratto, calciatore non a tutti noto, nonostante abbia una pagina su Wikipedia.

Lasciamo che sia lui a raccontarci la sua storia, ma ci basti dire che - per quanto ci dicono dal dipartimento tabellini e statistiche - Giacomo è uno dei giocatori che vanta il maggior numero di paesi in cui abbia giocato.

In realtà ci risulta che a livello professionale sia tra i primatisti. Giacomo è di professione portiere e gioca attualmente a Malta.

Ecco l'intervista del nostro Riccardo Vincelli al portiere giramondo Giacomo Ratto.

 

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Che fine ha fatto Antonio Buscè?

Antonio Buscè, capitano dell'Empoli
Antonio Buscè, capitano dell'Empoli

Il protagonista di oggi è un giocatore che fu di media caratura ed abbastanza giramondo, con un nome che tradisce le sue origini non proprio altoatesine. Parliamo di Antonio Buscè.

Il centrocampista nasce, perché uno non nasce giocatore di calcio bensì difensore, centrocampista, attaccante o panchinaro, a Gragnano, città campana rinomata per la pasta (vi dicono nulla i paccheri di Gragnano?) ed il panuozzo, che non so cos'è ma dev'essere buonissimo ed ha un nome piacevolmente napoletano. L'alma mater di Buscè è il Sant'Aniello, squadra di Gragnano, in provincia di Napoli.

 

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