Articoli di Andrea Longoni


Intervista al Cacciatore di Stadi - Just Married Edition

Abbiamo incontrato di nuovo Federico Roccio, il primatista italiano di "groundhopping", convolato a nozze con Eleonora lo scorso settembre e freschi di rientro dalla luna di miele.

Nel finale della nostra prima intervista, aveva anticipato quello che si erano immaginati per il loro viaggio di nozze.

Ovviamente, e soprattutto, a tema calcistico.

Essendo di parola e di buona memoria, lo abbiamo ricontattato per farci raccontare l'ultima esperienza.  

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L'app cinese sul calcio ai tempi del Coronavirus

In tempi di Coronavirus, il calcio europeo e lo sport in generale sono giustamente fermi.

Dapprima è stato il CONI a stoppare la Serie A e tutto lo sport nazionale a tutti i livelli almeno fino al 3 Aprile, anche se probabilmente la sospensione verrà prorogata.

A questo proposito si attendono le decisioni della Lega Calcio sulle modalità di prosieguo e termine del massimo torneo nazionale (clicca qui per conoscere le varie ipotesi e il parere giuridico della nostra esperta in materia).

Poi è stata la volta degli altri massimi campionati europei, prima con partite a porte chiuse e poi decidendo di fermarsi, fino ad arrivare alla decisione del massimo organismo calcistico continentale, la UEFA, che, tra le prime polemiche per la mancata presa di coscienza e di posizione, ha sospeso tutte le sue competizioni, compreso lo slittamento di Euro 2020, il primo Europeo itinerante della storia, all'anno prossimo. 

In questo panorama, in Italia la luce in fondo al tunnel è ancora lontana, con l’obbligo della quarantena e la chiusura di tutte le attività commerciali non di primaria necessità. D’altro canto la curva dei contagi in Cina inizia a flettere, ed è di oggi la notizia che per la prima volta non si registrano più nuovi casi di persone affette da Covid-19. Si tratta di un'ottima notizia, al termine però di un periodo davvero difficile per la nazione asiatica.

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Un Clásico in crisi

Stasera andrà in scena al Santiago Bernabeu il Clàsico numero 180 ne La Liga. La partita che tiene incollati al televisore milioni di tifosi e appassionati di tutto il mondo. Si tratta di uno scontro al vertice, come spesso accade in queste ultime stagioni, con il Barcellona avvantaggiato di due punti sui rivali del Real Madrid. Scorrendo velocemente i numeri e le statistiche si nota come sia una partita sostanzialmente equilibrata. In campionato si contano 72 vittorie a testa, e 35 pareggi. I gol realizzati dai Blancos sono 286, mentre quelli dai Blaugrana 288.

Volendo allargare le statistiche anche alle altre competizioni ufficiali, quindi Copa del Rey, Supercoppa di Spagna, Copa de La Liga (torneo istituito nel 1982 ma soppresso nel 1986) e Champions League il totale è di 242 partite così suddivise: 95 vittorie a testa e 52 pareggi. Anche in questo caso i gol segnati sono quasi divisi scientificamente: 402 marcature per le Merengues e 396 per i Catalani.

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La svastica sulla maglia della Fiorentina 1992/1993

Questa volta prendo spunto dall’ultima partita della Nazionale delle qualificazioni agli Europei del 2016 in Francia per dispensare pillole calciofile. In occasione della gara giocata contro la Croazia a Spalato molti si ricorderanno che sul campo di gioco dello stadio Poljud, a interrompere le linee regolari dell’erba, c’era una svastica. Nella metà campo nella quale gli azzurri hanno attaccato nel primo tempo, è comparso infatti sull'erba un inequivocabile simbolo nazista, alla vista non chiaro se con un taglio d'erba in controverso o con una pittura che ha seccato l'erba. Fatto sta che nell'intervallo alcuni inservienti sono entrati in campo gettando zolle d'erba sulla traccia, perché dall'alto il segno non fosse riconoscibile.

Ecco, partendo da questo e aiutato da frequenti quanto puntuali reminiscenze pallonare mi è sovvenuto quando capitò una situazione simile in Italia, non su un campo da gioco, bensì su una divisa da trasferta di una squadra di Serie A.

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Che fine ha fatto Carsten Jancker?

Carsten Jancker con la maglia dell'Udinese
Carsten Jancker con la maglia dell'Udinese

Il calcio è composto in prima linea da giocatori ed è giusto parlare di loro e per quanto mi/ci riguarda è altrettanto interessante ricordare i “fenomeni” di provincia, poi rivelatisi dei mediocri mestieranti una volta approdati in una big o, come in questo scritto, le meteore straniere precedute da quell'alone di venerazione in virtù dei trofei alzati all’estero. 

Nell'epoca del tiki-taka e del possesso palla portato allo stremo, del falso nueve e degli infiniti passaggi a non più di tre metri prima di varcare la linea di porta con il pallone, è quasi commuovente celebrare un esemplare in via di estinzione ma molto in auge fino almeno ad una decina di anni fa. Il centravanti di sfondamento, alla Mark Lenders per intenderci, ovvero di corporatura robusta, impossibile da avvicinare una volta che le sue lunghe leve, per dirla alla Aldo Serena, erano a pieno regime e micidiale sulle palle alte.

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St. Pauli, i pirati a difesa di un'isola che c'è

Prendete una bandiera dei pirati, il comunismo, il punk anni ‘80, la prostituzione libera, l’anarchia sociale. Mettete tutto nel peggior quartiere della Germania. A quel punto avrete il St. Pauli, la squadra più a sinistra del mondo e più Kult dell'intera Europa.

Questa fama si deve, oltre evidentemente per l'ispirazione politica, anche alla collocazione geografica: un quartiere di Amburgo non più grande di tre chilometri quadrati, considerato una delle zone più depresse del Paese. Affacciato sul fiume Elba in prossimità del porto cittadino è sempre stato caratterizzato dai numerosi “divertimenti” che concedeva ai marinai tra un imbarco e l’altro.

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Intervista all'A.S. Velasca, la squadra dell'arte

In occasione di Milano Calcio City abbiamo incontrato l’AS Velasca, realtà dilettantistica milanese con alle spalle un curriculum di stile e ricerca artistica da far impallidire probabilmente anche società professionistiche.

 

Un ambiente sui generis in cui si coniuga calcio e amore per l’arte e che sublima questo concetto scegliendo ogni nuova stagione un artista che realizza quello che sarà lo sponsor del club: non le solite macellerie o autofficine, ma un’opera unica su maglie in tiratura limitata. 

 

All’ombra della Basilica di San Lorenzo abbiamo conosciuto il Presidente della società Wolfgang Natlacen con cui si è creata fin da subito una certa sintonia e abbiamo girato alcune domande ad un altro dirigente fondatore, il vicepresidente Loris Mandelli.   

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La nuova maglia del Corinthians ispirata a Ronaldo

Dieci anni fa, al termine della sua esperienza europea con il Milan, Ronaldo tornò in Brasile per unirsi al Corinthians. In due anni, vinse la Coppa del Brasile e il Campionato statale di San Paolo.

Nella sua prima stagione il Fenomeno segnò 23 gol in 38 partite totali, mettendo a tacere molti giornalisti che avevano messo in dubbio la sua condizione fisica.

Per celebrare la stagione in cui il calciatore brasiliano più rappresentativo del calcio moderno ha vestito la maglia del Timão, Nike ha realizzato una maglia richiamando i dettagli della stagione 2009/2010.

Un kit, quindi, pulito, bianco con 9 pinstripes: un numero significativo, omaggio al Fenomeno, così come il logo stampato all'interno del colletto. Nella pulizia cromatica della maglia e dei pantaloncini neri risaltano lo swoosh e il crest rosso della squadra, con l'ancora simbolo degli sport nautici praticati dalla polisportiva.

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