Biscottopoli - Imbrogli, raggiri e pastette nella storia dello sport

L'inganno è nato con l'uomo, e all’uomo continuerà sempre ad accompagnarsi: chi non ha mai avuto, in qualunque gioco, la tentazione di concedersi qualche minitrucco per aiutare la fortuna o per contrastare quell'odioso amico-avversario che stravince (e magari bara pure lui)? Poiché dopo l'uomo sono nate le gare e lo sport ecco il triangolo, ma con una variante: nello sport l'inganno diventa illecito. 

E spesso arriva lui, il biscotto. Verosimilmente l'espressione deriva dal mondo ippico delle scommesse clandestine. Si tratterebbe di una galletta impastata con sostanze proibite, stimolanti o sedative a seconda dello scopo, somministrata a un cavallo per alterare competizioni e scommesse: "preparare un biscotto" diventa dunque sinonimo di combine.

Con modalità diverse ma finalità analoghe, la metafora è stata adottata dagli sport in varie forme. Spesso il taroccamento non avviene in modo subdolo, ma in maniera molto pacifica: un gol a testa e ci qualifichiamo tutti e due, un pari e non si retrocede. E via di questo passo.

Troverete biscotti per ogni gusto, col. calcio ovviamente a farla da padrone (chi non ricorda il clamoroso aggiustamento tra Svezia e Danimarca che ci costò l'Europeo 2004?), ma si piazzano bene anche basket, tennis, ciclismo, auto e motociclismo, pallavolo e pallanuoto: gare colme di furbate, di scivoloni studiati, risultati chiacchierati o palesemente aggiustati. Nazionali come Italia, Germania, Argentina, Spagna, Inghilterra; tutti i club principali ma anche mostri sacri come Muhammad Alì, Eddy Merckx, Valentino Rossi: nessuno si è salvato dal biscotto!

Se poi pensate che gli sport cosiddetti minori siano immuni da contaminazioni, siate meno ingenui: due atlete indonesiane, Greysia Polii e Meiliana Jauhar, vennero squalificate alle Olimpiadi 2012: avevano perso apposta per garantirsi un percorso migliore. Sono due giocatrici di badminton, quello che al mare chiamate volàno. O di come una palla da cricket, furbescamente infilata nelle proprie mutande da tale Cameron Bancroft, sia costata all’Australia 300 milioni di euro. Settantuno racconti carichi di passione sportiva, curiosità, particolari inediti o dimenticati per assaporare il dolce gusto della truffa.

 

L'autore

Maurizio Targa è nato a Latina nel 1966, è laureato in Scienze della Formazione e in Scienze Economiche e Aziendali. Appassionato di calcio e musica, è stato a lungo caporedattore sportivo del settimanale “Il Caffè”, conduttore televisivo e radiofonico e corrispondente di diverse testate. Giornalista pubblicista da oltre vent’anni, dal 1998 è tra gli autori del portale musicale hitparadeitalia. Ha collaborato con Raidue come autore di numerosi programmi tra i quali TG2 Dossier Speciale Pop, Sanremo Segreta e Dopo Pranzo Pop. Oggi è funzionario direttivo della Regione Lazio. Ha pubblicato Cette Italie qui m’en chante (Editalie, 2005), L’importante è proibire (Stampa Alternativa, 2011), Ciao amici ciao (Stampa Alternativa, 2013) e Undicimetri – Storie di Rigore (Sensoinverso, 2020).

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