Suarez: colpo di mercato o protagonista di “un giorno in pretura”?

Luis Suarez: protagonista dell'intrigo del calciomercato italiano
Luis Suarez: protagonista dell'intrigo del calciomercato italiano

Già mi immagino, tra qualche anno, la presentazione del caso da parte della bravissima Roberta Petrelluzzi, conduttrice della longeva trasmissione Rai (credo ci sia da prima della mia nascita) che racconta i più famosi processi italiani, mentre introduce il curioso caso del calciatore uruguayano che aveva passato l’esame d’italiano senza sapere una parola della “lingua di Dante”.

Chiariamo: il fatto è gravissimo!

Senza trascendere nel populismo, comprendo l’indignazione di chi, per ottenere il passaporto italiano, tanto desiderato da Suarez (e non solo), ha dovuto studiare la nostra lingua per anni e, quando si è trovato a sostenere l’esame, ha dovuto faticare per ben più di mezzora.

 

Al tempo stesso, chi ha letto i miei precedenti articoli lo avrà inteso, sono juventina. Quindi sono preoccupata, per non dire che mi sanguina il cuore, visto che, per l’ennesima volta, la Juventus viene additata come “protagonista del malaffare italiano”.

Infine, purtroppo, oltre ad essere “gobbetta", sono anche un avvocato penalista, consapevole del fatto che possono succedere cose molto brutte alla squadra del cuore della sottoscritta e di metà degli italiani.

Ovviamente, giustizia deve essere fatta, perché sapete bene che la legge deve essere uguale per tutti. Tuttavia, le conseguenze per la Juventus potrebbero essere molto gravi. Con tutto il cuore spero di no. Ritengo comunque necessario procedere a considerarle, cercando di interpretare i fatti del “caso Suarez”, via via che essi emergeranno nell'ambito delle indagini in corso.

Parto dal presupposto che le indagini preliminari sono segrete. Tuttavia, sapete bene che questo caposaldo del diritto processuale penale non vuole entrare in testa ad una grossa fetta di giornalismo italiano, tanto quanto al personale delle Procure, come dire, un po’ chiacchierone…ecco che allora la “questione Suarez”, così “succulenta” per gli anti-juventini, diventa di dominio pubblico quando non dovrebbe esserlo. Questo però accade anche per fatti che esulano dal mondo del calcio. Lo sappiamo. Ne riparleremo.

Al di là di questa “polemichina”, i fatti, ad oggi, sembrano i seguenti:

  1. L’esame di italiano di Suarez potrebbe essere stato truccato, attraverso esaminatori dell’università di Perugia premeditatamente compiacenti, come da accordi tra loro, intercettati;
  2. Sussistono intercettazioni nell'ambito delle quali l’Avv. Maria Turco, organizzando la trasferta di Suarez per conto della Juventus, sua cliente, avrebbe pronunciato telefonicamente al direttore generale dell’università di Perugia, Simone Olivieri la seguente frase: “Vi porteremo altri giocatori che hanno lo stesso problema”.

Perché tutto ciò?

C’è chi parla di una questione di tifo da parte di qualche perugino, forse innamorato/a dei colori bianconeri.

Forse, però, potrebbe essere stato promesso da qualcuno, e non è detto che questo qualcuno sia della Juventus, qualcosa in cambio.

Chiaramente, laddove dovesse emergere qualcosa del genere, la qualificazione giudica dei fatti muterebbe rispetto a quanto prospettato attualmente e diventerebbe ben più gravosa.

A questo riguardo, è necessario capire se, all'esito delle indagini preliminari e delle “escussioni” tanto degli esaminatori perugini quanto dell'Avv. Turco, la frase di quest’ultima sia da intendere così: “Grazie, vi premieremo portandovi altri giocatori che hanno bisogno del passaporto comunitario”, o così: “Grazie, molto gentili, vi consiglieremo perché siete stati molto bravi”.

A parere di chi scrive, ma qualcuno potrebbe ritenermi non obiettiva (può essere), anche la prima interpretazione non presenta i presupposti per essere considerata una contropartita per il passaggio “facile” dell’esame di italiano a Suarez.

Capisco il prestigio di esaminare grandi campioni, magari futuri giocatori della squadra di cui si tifa, ma non mi sembra sufficiente affinché un professore universitario o un alto dirigente rovini la sua carriera e tutta la sua vita.

Ho letto su alcune testate che il pericolo per la Juventus deriverebbe anche dal fatto che il PM che guida le indagini, il noto Raffaele Cantone, sia un grande tifoso del Napoli.

Ora, per quanto nella mia esperienza di calciofila e tifosa abbia visto in televisione diverse sfilate dei tifosi del Napoli dopo una sconfitta della Juventus, al tempo stesso, nella mia esperienza di avvocato penalista ho visto Pubblici Ministeri noti e notoriamente competenti definire una zuffa tra più soggetti, con successivo lancio di telefonino e sparizione di collanina mia vista da nessuno, una rapina, quindi, mi aspetto di tutto, credo comunque che con gli elementi che ci sono ora non possa essere formulata un’accusa nei confronti della Juventus.

Tuttavia, all'esito dell’escussione di tutte le persone coinvolte, non posso escludere che emerga la vera contropartita promessa ai perugini, nonché l’identità del promittente. Quindi, da juventina, tremo.

 

Le attuali imputazioni

Ad oggi, gli indagati sono solo i perugini. Non è indagato nessuno della Juventus, neanche l'Avv. Turco, né Suarez.

I reati contestati attualmente sono: “Falso ideologico”, di cui all'art. 479 del codice penale. e “Rivelazione di segreto d’ufficio”, previsto dall'art. 326 del codice penale.

Il primo reato sarebbe stato commesso in quanto gli esaminatori, in quel frangente Pubblici Ufficiali, avrebbero attestato il superamento dell’esame di italiano da parte di Suarez, necessario per ottenere la cittadinanza del nostro paese, senza che ciò sia avvenuto davvero, dal momento che il calciatore uruguayano, ripetendo una battuta mainstream, ha masticato l’italiano solo ai tempi del morso a Chiellini.

Il secondo reato sarebbe conseguito alla anticipata comunicazione a Suarez delle domande e, forse delle risposte, che gli sarebbero state poste, così da rendere l’esame una farsa.

Se le cose rimangono così, né la F.C. Juventus, società quotata in borsa, né alcun dirigente della stessa, rischiano nulla, neanche l'Avv. Turco, rea, attualmente, solo di essersi informata sul funzionamento dell’esame e di avere, forse, organizzato la partecipazione del calciatore, seppure in sessione straordinaria, plausibilmente concedibile in caso di valide ragioni.

Aggiungo che, sebbene sia pervenuta la notizia che la Procura federale FIGC abbia aperto un fascicolo sulla questione, attualmente non risulta coinvolto nella vicenda alcun tesserato della Juventus, non potendosi ritenere tale l’Avv. Turco, professionista esterna alla squadra di Torino.

Se dovesse emergere che qualcuno abbia offerto qualcosa in cambio del superamento dell’esame di italiano da parte di Suarez, allora, si parlerebbe di corruzione!

Sia dal punto di vista penale che da quello dell’ordinamento sportivo potrebbero esserci scenari, almeno per i “gobbetti” come me, drammatici!

Soprattutto qualora emergesse che l’Avv. Turco abbia agito su indicazione di qualche dirigente della Juventus!

In questo caso, questo dirigente, insieme agli esaminatori perugini, rischierebbe un’imputazione per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, di cui agli artt. 319 e 321 del codice penale, con pene fino a 5 anni di reclusione.

La cosa più grave, almeno dal punto di vista dei tifosi juventini, però, è che la società in questo caso rischierebbe una responsabilità ai sensi del D. Lgs. 231/2001!

Purtroppo, come avevo a suo tempo spiegato in un precedente articolo a proposito dell’illecito della Frode sportiva, anche questo presupposto della responsabilità da reato delle società ai sensi del D. Lgs. 231/2001, la “mannaia” di una condanna per riconosciuta responsabilità per illecito previsto da tale Decreto può portare, in ultima analisi, ad una retrocessione ben più dolorosa di quella di 14 anni fa!

Qualora venisse riconosciuta la responsabilità penale e ai sensi del D. Lgs. 231/2001 del “mondo Juve” la società potrebbe essere condannata alla sospensione dell’attività prevista dall'oggetto sociale, cioè la partecipazione ai campionati, e, alla luce dell’art. 52 comma 10 del N.O.I.F., potrebbe essere costretta a “ripartire” dalla serie D!

Non mi dilungo oltre, perché passare dalle aspirazioni “da Champion’s” con CR7 ad un derby con il Borgosesia è troppo, anche solo da immaginare.

 

La posizione di Suarez

Suarez, ad oggi, è beneficiario di illecito altrui, senza alcuna imputazione penale. Non ci sono prove di un suo coinvolgimento. Forse, qualcosa potrebbe cambiare qualora si scoprisse che fosse lui il “corruttore”. Né, allo stato attuale, può esserci nei suoi confronti alcuna accusa sul piano della giustizia sportiva.

Ad ogni modo,  per gli elementi attualmente noti, pur con un po’ di timore, gli unici a rischiare delle conseguenze sanzionatorie di rilievo sono solo gli esaminatori e dirigenti dell’Università di Perugia.

Se, poi, come ho appena letto su qualche testata sportiva, la Procura di Perugia decidesse di procedere davvero per corruzione alla luce dei soli fatti fin qui emersi, francamente, prevedo per i suoi rappresentanti una battaglia molto difficile, non essendo condivisibile per tutti ritenere integrato il reato di cui all'art. 319 del codice penale solo sulla base di una promessa di mandare altri calciatori a fare l’esame di italiano a Perugia in futuro, se ce ne fosse bisogno. Difficile, infatti, definire utilità una cosa del genere.

Staremo a vedere chi saranno i protagonisti della avvincente storia che Roberta Petrelluzzi racconterà fra qualche anno. Speriamo solo di non dovere raccogliere per l’ennesima volta i cocci del nostro calcio.

 

Autore: Avv. Nadia Mungari

 

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