Il cielo è Tricolor sopra le nuvole! (Bonus Track)

Rafa Marquez, al Verona tra il 2014 e il 2016. Credit: Francesco Grigolini
Rafa Marquez, al Verona tra il 2014 e il 2016. Credit: Francesco Grigolini

Se dici Messico in Italia il calcio è forse l'ultima cosa che ti viene in mente. Innanzitutto, pensi alle fajitas e ai fagioli, i più etilisti penseranno alla Tequila e al Mezcal, se vogliamo stare nell'immaginario collettivo qualcuno penserà alle spiagge di Acapulco, i viaggi mistici col peyote o a un posto sicuro dove fuggire appena scopri che diventerai papà.

E a coloro che amano il calcio e le soundtrack dei suoi videogiochi, non resta che prendere il Microfono e cantare l’omonima canzone dei Mexican Institute of Sound rappresentanti della musica elettronica del paese Tricolor. Gruppo gagliardo e autore di canzoni di Fifa negli anni 2008 e 2010, periodo di fermento per i calciatori messicani, che a quel tempo iniziarono a diventare famosi anche in Italia.

Calcio Gourmet è Media Partner di LINEA Festival
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Consiglio musicale: per gustarvi al meglio l'articolo, suggeriamo l'ascolto del brano Cumbia Bomba, dei Mexican Institute of Sound, parte della PLAYLIST UFFICIALE DI LINEA FESTIVAL.

Miguel Layun, all'Atalanta nel 2009. Credit: aniveldecancha.com.mx
Miguel Layun, all'Atalanta nel 2009. Credit: aniveldecancha.com.mx

Calciatori messicani in Italia

Dopo pochi anni, alcuni messicani sono passati a calcare i nostri rettangoli verdi. E qualche nome non è proprio di secondo piano.

 

Rafa Marquez

Partiamo infatti dal nome più evocativo, il grande capitano della Tricolor, capace di enormi successi con il Barcellona, Rafa Marquez. Il grande difensore si sta avviando alla fine della sua carriera, dopo il Barcellona è passato al soccer dei New York Red Bull e tornato in Messico nel Leon, decide di fare un salto alle nostre latitudini. Così nell'estate del 2014 passa a titolo definitivo all'Hellas Verona. Una stagione e mezza dove colleziona 35 presenze e 3 espulsioni. Non si può dire sia stato un fallimento, ma neppure un periodo trionfale, caratterizzato da troppi alti e bassi; ma forse avevamo ancora negli occhi il Marquez di Barcellona. Nel dicembre del 2016 torna in patria nell'Atlas, la squadra che lo aveva lanciato, per chiudere la sua straordinaria carriera, non prima di giocare il mondiale 2018 e raggiungere Carbajal e Matthäus nell'Olimpo dei giocatori capaci di scendere in campo in 5 edizioni dei mondiali. A questo terzetto si aggiungerebbe pure Buffon ma nel 1998 non scese mai in campo.

 

Miguel Layun

Marquez non è stato però il primo messicano a scendere in campo in Serie A, il primo è stato Miguel Layun nel 2009. Acquisto dall'Atalanta come una promessa, il giovane terzino giocò solo due partite e nel mercato di gennaio tornò in Messico. Era arrivato troppo presto al calcio europeo, dopo qualche anno riprovò la via europea e si tolse qualche soddisfazione tra Watford, Porto, Siviglia e Villarreal. Al Porto segnò anche un goal alla Roma in preliminare di Champions.

 

Hector Moreno, alla Roma nel 2017. Credit: Getty Images
Hector Moreno, alla Roma nel 2017. Credit: Getty Images

Hector Moreno

Il terzo messicano della serie A è stato Hector Moreno, arrivato dall'Olanda dove aveva vinto l'Eredivisie con Az Alkmaar e PSV Ehindoven, approda alla Roma, ma non lascia il segno giocando solo 6 partite prima di passare alla Real Sociedad e in seguito in Qatar dove gioca tuttora.

Moreno deve la sua "fama" non per goal o assist pregevoli, ma per, quando militava nel PSV, aver spaccato la tibia e il perone a Luke Shaw con un brutto fallo.

 

Carlos Salcedo, alla Fiorentina nel 2016. Credit: imagephotoagency.it
Carlos Salcedo, alla Fiorentina nel 2016. Credit: imagephotoagency.it

Carlos Salcedo

Il quarto messicano ha avuto un impatto decisamente migliore, anche se non ha lasciato il segno. Si tratta di Carlos Salcedo, arrivato in prestito dal Guadalajara alla Fiorentina nel 2016. Giocherà 18 partite quella stagione ma non sarà riconfermato e passerà ai tedeschi dell'Eintracht Francoforte per poi tornare in patria.

 

Hirving Lozano, al Napoli dal 2019. Credit: Lapresse
Hirving Lozano, al Napoli dal 2019. Credit: Lapresse

Hirving Lozano

L'ultimo messicano sta ancora calcando i nostri campi, e per adesso come gli altri non sta entusiasmando per nulla, si tratta del colpo dell'estate del Napoli, Hirving Lozano.

Il ragazzo arriva dopo due eccellenti stagioni in Olanda col PSV, la prima culminata con la vittoria dell'Eredivisie, ma in azzurro fino ad oggi non è riuscito a mettere in mostra le doti che lo caratterizzano, la velocità e l'imprevedibilità.

Tuttavia è un ragazzo a cui gli esordi non pesano, goal all'esordio con il Pachuca, gol all'esordio col PSV, gola contro la Germania campione in carica ai Mondiali e manco a dirlo gol all'esordio con il Napoli in Serie A. Era il 31 agosto 2019 e Lozano subentra a Insigne nella partita contro la Juve che conduceva per 3 a 0, Lozano segna il momentaneo 3-2, prima che la rimonta si completi e Koulibaly all'ultimo minuto con un autogol conferisca la vittoria alla Juve.

Sembrava un ottimo inizio, ma per ora non si è confermato, vedremo se quando ripartirà la stagione Lozano lascerà un segno nella Serie A oppure come i suoi compaesani rimarrà uno dei tanti stranieri in Serie A.

 

Bonus track

Questi i messicani in serie A, con un addendum, nel 1991 il Milan di Berlusconi e Capello adocchiò al mondiale under20 il capocannoniere, un messicano di nome Pedro Pineda. Arrivò a Milanello ma a Capello bastarono pochi giorni per capire che in quel Milan non ci sarebbe stato posto per lui. Tornò in Messico senza mai giocare per avviarsi ad una mediocre carriera in patria, grazie al buon Fabio forse ci siamo scampati l'ennesima delusione messicana in serie A.

 

Autore: Tommaso Castoldi

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