Alla scoperta del San Nicola di Bari: lo stadio all'italiana

Un magnifico esempio di stadio all'italiana fotografato da un drone, ai tempi in cui gli elicotteri non esistevano più - o al contrario, non lo so
Un magnifico esempio di stadio all'italiana fotografato da un drone, ai tempi in cui gli elicotteri non esistevano più - o al contrario, non lo so

Da italiani possiamo tranquillamente sentirci di dire che l’Italia è la patria del calcio, passione che condividiamo con molti altri paesi dell’Europa e del Mondo, anche se raramente con la stessa intensità. Rivali almeno ideali sono in questo senso gli inglesi. Rispetto ai quali abbiamo però una serie di concezioni tutte diverse, dal merchandise alle scommesse, passando per il tifo e, ovviamente, gli stadi.

Perché gli stadi? In Italia la quintessenza di quel calcio di provincia che non c’è più è il palcoscenico della domenica. Con l’immancabile pista di atletica in mezzo, mai usata e martoriata da torce lanciate dalla curva, lì solo ad ostacolare la vista allontanando ulteriormente il campo. In questo senso pochissime città vantano eccezioni, vedi il Ferraris di Genova. Ma anche da dire, pochissime città possono vantare non uno ma due impianti di questa matrice antica, che arriva da un’epoca dove i presidenti erano presidentissimi, italiani e non americani o cinesi, ed avevano come missione il trionfo della propria squadra, non la costruzione di nuovi impianti, cittadelle dello sport o, peggio ancora, centri commerciali. Nella speciale sezione di queste città italiane che vanno in doppio, ecco Bari.

Calcio Gourmet è Media Partner di LINEA Festival
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Consiglio musicale: per gustarvi al meglio l'articolo, suggeriamo l'ascolto del brano 100 vite, di Gulliver (Giò Sada), parte della PLAYLIST UFFICIALE DI LINEA FESTIVAL.

Un bellissimo scatto degli ultras del Foggia in trasferta proprio al San Nicola, riconoscibilissimo con il suo settore ad ala
Un bellissimo scatto degli ultras del Foggia in trasferta proprio al San Nicola, riconoscibilissimo con il suo settore ad ala

Baluardi di Puglia

La Puglia è una regione nel Sud che vanta varie squadre di blasone, e tra le big possiamo citare Lecce, Taranto, Foggia, Andria e Bari. I nostri lettori più affezionati sanno immediatamente la risposta se la domanda è “qual è lo stadio di Bari?” Il San Nicola, con i suoi futuristici archi aperti, omaggio alla squadra protetta dall'illustre patrono. Però, ce n’è un secondo: lo stadio della Vittoria. Riservato ora a rugby e concerti, pone però Bari in questa speciale sezione delle città italiane con doppio stadio professionistico. In questo primo episodio, conosciamo più da vicino la storia dello stadio, e dei risvolti giudiziari legati alla sua nascita.

 

Lo Stadio San Nicola di Bari; riconoscibilissimi gli uliveti sullo sfondo
Lo Stadio San Nicola di Bari; riconoscibilissimi gli uliveti sullo sfondo

Stadio San Nicola di Bari

Lo stadio San Nicola di Bari è stato inaugurato il 3 Giugno del 1990. É stato progettato da Renzo Piano, e lui stesso lo ribattezzò Astronave per via della forma, quelle bombature e coperture bianche; il nome non ha però attecchito. Parlando di nome, fu scelto per referendum popolare sul giornale la Gazzetta del Mezzogiorno, strappando il titolo ad altri nomi come Levante e Mediterraneo.

Per quanto riguarda la nozionistica ed i dettagli, non abbiamo l’ambizione di battere Wikipedia, e per questo a lì rimandiamo per le informazioni di base - e forse qualcosa in più, visto come è curata la pagina. Andiamo invece un po’ più a fondo negli archivi di Internet - e nella dispensa di Calcio Gourmet ovviamente - per portarvi qualcosa di più ricercato.

 

Una bellissima foto d’annata col presidentissimo Vincenzo Matarrese in mezzo alla squadra. Matarrese portò una mentalità attaccata al territorio in società
Una bellissima foto d’annata col presidentissimo Vincenzo Matarrese in mezzo alla squadra. Matarrese portò una mentalità attaccata al territorio in società

Inizi indebitati

L’inaugurazione dell’impianto si fece attendere, dovendo essere rimandata per ben due volte. La falsa partenza non fu però solo organizzativa, ma soprattutto finanziaria. I 60 mila posti di questa astronave tra gli ulivi vennero a costare, dopo differenti revisioni del budget, aggiornamenti dei piani e, certamente, ritardi - come da copione quando si tratta di grandi opere - circa dai 110 ai 130 miliardi a seconda delle stime. Miliardi di lire, perché siamo agli inizi degli anni novanta, di quell'Italia 90 che il San Nicola stesso ospitò, fiore all'occhiello di un paese in belle mostrine per l’evento internazionale.

Le opere furono a cura di un consorzio di imprese edili, in nome Stadium, di fatto sotto la guida del gruppo Matarrese. Matarrese nome indissolubilmente legato al Bari. Non vogliamo entrare troppo nel merito per non risvegliare odi sopiti, forse dimenticati, anche se non siamo sicuri visto che la famiglia ha controllato la società per quasi un trentennio, fino al primo storico e doloroso fallimento. Ma andiamo un attimo a vedere le faccende intorno allo stadio e quanto effettivamente sia costato, in fin dei conti.

Anna Maria Tosto, PM titolare dell’inchiesta. Copyright: La Gazzetta del Mezzogiorno
Anna Maria Tosto, PM titolare dell’inchiesta. Copyright: La Gazzetta del Mezzogiorno

Tutti in tribunale

Nel bando lanciato vi era una penale di circa 22 miliardi, a cui il comune di Bari rinunciò nonostante i ritardi di consegna del consortium. Sebbene i veri motivi della rinuncia sono consegnati all'oblio, parve ai tempi una decisione logica - tali ampliamenti erano un qualcosa di imprevisto o meglio non preventivato, come l’appendere il gigantesco tabellone elettronico od aggiungere un paio di migliaio di parcheggi extra. Senza dimenticare che lo stadio era comunque in concessione alla società, di proprietà dei Matarrese stessi, rischiando di causare spiacevoli situazioni alla fin della fiera (del Levante) per il Bari stesso e quindi la città.

La scomparsa di tale penale via concessione di una proroga lavori di un anno -  alla fine erano soldi pubblici, e tanti anche - diede adito ad un’inchiesta - dove ovviamente alla teoria della logica fu sostituita una supposta frammistione di intrecci finanziari e politici, erano comunque gli anni di Mani Pulite. Nell'inchiesta finirono dentro anche suggestive di turbativa ed illecito di concorso pubblico, visto che a conti fatti il preventivo presentato dalla Stadium era molto più alto rispetto agli altri concorrenti. Il processo vide la luce e durò svariati anni, tra l’altro con la deposizione dello stesso Piano. A giudizio il sindaco ai tempi del fatto, De Lucia, e lo stesso Matarrese assieme ad altri del consorzio. Dal 1994 al 2004, dieci anni di procedimento si risolsero in un liberi tutti, tra fatti non commessi e prescrizioni raggiunte.

 

Una bellissima cartolina da Bari. Copyright: Wikipedia
Una bellissima cartolina da Bari. Copyright: Wikipedia

Secondo tempo e tempi supplementari

Accanto all'inchiesta penale però, sul finire del millennio - oramai lontani dalle notti magiche - arrivò il contrattacco civile di Matarrese & co: sì perché questi costi extra - lievitati più o meno magicamente come le proverbiali notti - erano ancora una pendenza che il comune aveva nei confronti del consorzio, soldi non pagati. È nel 2011 che i tribunali danno ragione al gruppo del consorzio. Sentenza a sostanziale correzione di quanto in precedenza lo stesso Consiglio di Stato e TAR avevano deliberato, a favore del comune.

Mettendo a conto in aggiunta ai costi originali esborsati gli interessi, nonché il mantenimento ordinario allo stadio, l’astronave ha avuto costi spaziali, 100 milioni di Euro ora però.

Il comune fa però ricorso in appello. E dopo qualche anno ancora, siamo nel 2017, questa volta è l’amministrazione comunale ad averla vinta ottenendo il risarcimento di circa 20 milioni di Euro dal consorzio.

Curva Nord immortalata. Chi è il numero 7?
Curva Nord immortalata. Chi è il numero 7?

Tutto alle spalle

Sembra che con gli ultimi atti di cui sopra, la storia sia definitivamente consegnata agli archivi di giornali e tribunali. La parte offesa non ha impugnato la sentenza - il lettore che sappia altrimenti è pregato di contattarci, e proseguiremo insieme la traversata.

Lo stadio San Nicola di Bari è stato un progetto ambizioso nelle intenzioni ed innovativo nella realizzazione. Il fatto che i costi debbano andare fuori controllo non è un assunto a cui arrendersi, anche se però i rischi sono alti, specie quando i Mondiali sono alla porta - non una cosa di tutti i giorni - e ci sono legami forti tra imprese del territorio, proprietà della società ed amministrazione.

 

Stadio San Nicola in notturna
Stadio San Nicola in notturna

“Se Parigi avesse lu mere sarebbe una piccola Beri”. E guardando al San Nicola in notturna grazie ai prodigi dell’alta definizione, ci sentiamo di dire: “Se la Puglia non avesse l’Astronave sarebbe un poco meno spaziale”.

 

Autore: Riccardo Vincelli

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