Che fine ha fatto Michu?

Michu veste la maglia del Napoli, in una delle sue poche presenze italiane
Michu veste la maglia del Napoli, in una delle sue poche presenze italiane

Un lontano giorno di inizio 2012, un calciatore cercava la via del successo. Il suo sogno era giocare nel campionato più ricco e prestigioso del mondo: la Premier League inglese.

Il calciatore in questione era spagnolo, di nome Miguel, ambizioso e caparbio come pochi, ma con doti di goleador di medio livello. Insomma, un calciatore come tanti.

Fino a quel giorno di quel magico anno nulla faceva presagire ad una carriera esaltante, da cannoniere capace di incantare le folle d’oltremanica. Fu così che in soccorso di Miguel Pérez Cuesta, detto Michu, si propose una fata benevola, che lo avrebbe aiutato, similmente a quanto già successo anni prima con la più nota Cenerentola. Nella nota fiaba, la ragazza voleva essere invitata al gran ballo del Principe, per innamorarsene e sposarlo. Nella vita di Michu, l’ambizione non era sposare un principe o una principessa, bensì diventare un calciatore top europeo.

L'inizio del sogno al Rayo Vallecano

La fatina benevola regalò al giovane spagnolo un finale di stagione di grande livello con il suo Rayo Vallecano. Con 9 gol in 21 partite della Liga nel solo 2012, il nostro eroe trascinò con forza e prestazioni da campione la terza squadra madrilena, salvandola da una probabile retrocessione ed attrasse al contempo le attenzioni di alcuni club inglesi.

Da carneade gravitante tra squadre in bilico tra prima e seconda divisione spagnola a centravanti conteso dalla nazione calcistica più ambita in Europa: l’incantesimo aveva funzionato! Nulla vietò al protagonista della storia di esclamare: “È come un sogno! Un sogno meraviglioso divenuto realtà...”.

 

11 ottobre 2013: Michu durante la sua unica presenza con la maglia della nazionale spagnola (Spagna 2-1 Bielorussia)
11 ottobre 2013: Michu durante la sua unica presenza con la maglia della nazionale spagnola (Spagna 2-1 Bielorussia)

Il grande ballo allo Swansea

Nel caldo luglio del 2012, Michu passa allo Swansea, squadra gallese militante in Premier League. Da neopromossi, i Jacks si erano posizionati undicesimi nel maggior campionato inglese e da quell'ottimo posizionamento era iniziata la caccia ad un attaccante capace di realizzare almeno una dozzina di gol.

Michu sembrava l’ideale per ricoprire quel ruolo e non tradì le attese della società e dei tifosi gallesi.

La stagione di esordio nel campionato di Sua Maestà si era concluso con il nono posto in campionato, 18 gol in Premier, 4 nelle coppe nazionali e l’interesse concreto dell’Arsenal. Nell'estate del 2013 la squadra londinese arrivò ad offrire una cifra di circa 20 milioni per assicurarsi il talento spagnolo, ma lo Swansea declinò l’offerta, deludendo il calciatore. Quel periodo fu talmente prospero, che Michu esordì in nazionale spagnola e decise persino di acquistare parte delle quote del Real Oviedo, squadra dove iniziò – ed avrebbe poi concluso – la sua carriera.

La fatina benevola aveva però avvertito l’attaccante: Eh sì, mio caro! Come tutti i sogni... beh, ho timore che non potrà durare a lungo. Solo fino a mezzanotte, e poi... a mezzanotte precisa l'incanto finirà, e tutto tornerà come era prima.

 

L'inizio del declino

Quella mezzanotte arrivò presto. La stagione 2013-14 fu molto deludente e Michu realizzò solo 6 gol, tutti tra agosto ed ottobre 2013. Lo spagnolo fu spesso bloccato da infortuni alle ginocchia e alle caviglie: l’incantesimo che lo aveva reso forte era dunque irrimediabilmente svanito.

 

La tragedia partenopea: "un anno a Napoli"

A Napoli però, si ritenne che il giovane asturiano potesse rinascere e venne scelto come riserva ideale di Higuain, che visse una stagione da quasi 30 gol.

Approdato in Campania in prestito e con ancora il vestito bello per il grande ballo, Michu visse un’annata tragica al San Paolo, con sole 7 presenze tra campionato e coppe, e qualche panchina nel 2014. Bloccato da una fastidiosa periostite dall'inizio del 2015, la dirigenza partenopea decise di non esercitare il diritto di riscatto nei suoi confronti e rispedirlo al mittente oltremanica.

 

La fine del sogno

In Galles, i ripetuti problemi fisici lo tennero lontano dal campo e dalla prima squadra, tanto che il calciatore fu svincolato a novembre dello stesso anno.

Sfiduciato e sofferente, Michu trovò un ingaggio in una squadra asturiana di terza serie, l'Unión Popular de Langreo, con cui disputò una buona stagione, preludio al ritorno nella vicina città natale. Nel Real Oviedo la fortuna non fu dalla sua parte, men che meno la vena realizzativa. Tre gol in ventotto partite furono un miserrimo bottino per l’attaccante, che a causa dei continui problemi alle caviglie decise di ritirarsi dal calcio giocato alla fine di quella stagione.

L’ottima stagione al Rayo Vallecano e l’amor più gloriosa annata allo Swansea furono i migliori momenti della carriera di Michu, che come accadde a Cenerentola visse un sogno, che svanì in poco tempo, ma che lasciò un dolce sapore di successo nella carriera del possente centravanti spagnolo. 

I sogni son desideri, chiusi in fondo al cuor. Nel sogno si è più sinceri e si esprimono senza timor. Se hai fede chissà che un giorno la sorte non ti arriderà anche se appar triste il presente, se speri fermamente il sogno tuo si avvererà.

 

Che cosa Michu ora?

Dopo la prematura fine della carriera, Michu ha deciso di rimanere nel mondo del calcio spagnolo. Si è diplomato direttore sportivo e da fine 2019 ricopre questa carica presso il Burgos, squadra che nella stagione 2019-2020 ha militato nella terza divisione spagnola (Segunda Division B).

 

Curiosità

Inoltre, subito dopo il match Borussia Dortmund - Paris Saint Germain del 18 febbraio 2020 (2-1), il centravanti norvegese della squadra tedesca Erling Haaland ha dichiarato che Michu è stato suo idolo calcistico in gioventù.

Dal canto suo, Michu si è dichiarato molto contento di questa notizia.

 

Autore: Gianmaria Borgonovo

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