Roberto Baggio. Il Divin Codino

Lui e il suo pallone. Roby lo portava persino in bagno, a letto e giocava tutto il giorno con quella sfera così perfetta. Una passione che andava oltre qualsiasi cosa: infortuni, incomprensioni, tatticismi, denaro.

 

Pallone d'Oro nel 1993, Roberto Baggio è un campione amato da tutti, indipendentemente dai colori che ha indossato. L’unico nella storia del calcio italiano ad aver segnato in tre mondiali diversi e anche per questo il solo colore che lo rappresenta è l’azzurro della Nazionale.

Il 16 maggio 2004 accarezzava per l’ultima volta il pallone, sfiancato dagli infortuni e dalle incomprensioni con gli allenatori. Ma quello che è stato uno dei fantasisti più forti di tutti i tempi ha lasciato un vuoto che ancora avvertiamo, a livello sportivo e umano.

 

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Quello che non è stato ma poteva essere: analisi di alcuni casi di mobbing nel calcio e delle conseguenze che potevano derivare, come monito per il futuro

Si sale e si scende in questa vita! Il più delle volte scendere è facilissimo!

La parabola di molti calciatori, alcuni anche di particolare talento, ha seguito, segue e continuerà a seguire proprio questo banalissimo copione.

Un giorno sei la bandiera della tua squadra, il “capitano in pectore”, la “grande promessa”. Poi, diventi il “traditore”, il “piantagrane”, quello che vuole andare da una diretta rivale o, ancora, quello di cui la tua squadra, tanto amata, si vuole liberare perché “non rientri nei piani”.

 

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La svastica sulla maglia della Fiorentina 1992/1993

Questa volta prendo spunto dall’ultima partita della Nazionale delle qualificazioni agli Europei del 2016 in Francia per dispensare pillole calciofile. In occasione della gara giocata contro la Croazia a Spalato molti si ricorderanno che sul campo di gioco dello stadio Poljud, a interrompere le linee regolari dell’erba, c’era una svastica. Nella metà campo nella quale gli azzurri hanno attaccato nel primo tempo, è comparso infatti sull'erba un inequivocabile simbolo nazista, alla vista non chiaro se con un taglio d'erba in controverso o con una pittura che ha seccato l'erba. Fatto sta che nell'intervallo alcuni inservienti sono entrati in campo gettando zolle d'erba sulla traccia, perché dall'alto il segno non fosse riconoscibile.

Ecco, partendo da questo e aiutato da frequenti quanto puntuali reminiscenze pallonare mi è sovvenuto quando capitò una situazione simile in Italia, non su un campo da gioco, bensì su una divisa da trasferta di una squadra di Serie A.

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Intervista a Giacomo Ratto, il portiere giramondo

Giacomo su una scogliera in Grecia! O a Malta? Indovinate e scrivetelo nei commenti!
Giacomo su una scogliera in Grecia! O a Malta? Indovinate e scrivetelo nei commenti!

Eccoci qui per una chiacchierata con Giacomo Ratto, calciatore non a tutti noto, nonostante abbia una pagina su Wikipedia.

Lasciamo che sia lui a raccontarci la sua storia, ma ci basti dire che - per quanto ci dicono dal dipartimento tabellini e statistiche - Giacomo è uno dei giocatori che vanta il maggior numero di paesi in cui abbia giocato.

In realtà ci risulta che a livello professionale sia tra i primatisti. Giacomo è di professione portiere e gioca attualmente a Malta.

Ecco l'intervista del nostro Riccardo Vincelli al portiere giramondo Giacomo Ratto.

 

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L'evoluzione del fantacalcio grazie alla tecnologia

In Italia il fantacalcio è considerato come il gioco più importante dopo il gioco del calcio.

Sono milioni gli appassionati che ogni anno si sfidano con i loro amici o colleghi a colpi di bonus e malus.

 

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Il mediano di Mauthausen

27 Gennaio - Giornata della Memoria

Ad Auschwitz e negli altri campi di sterminio morirono artisti, musicisti, poeti, scrittori e anche campioni dello sport. Vittorio Staccione fu uno di questi.

 

Questa è la storia di un calciatore. Ma non un calciatore qualunque. Si chiama Vittorio Staccione ed è morto a Mauthausen il 16 marzo 1945 perché antifascista. Qui l’ex mediano del Torino lascerà tutto se stesso: i successi sportivi, la gloria personale e il ricordo di un amore spezzato brutalmente da un destino ingiusto e balordo. Ingiusto e balordo come quei giorni di bombe, di miseria e di morte , ma anche di dignità e coraggio. Il libro contiene fotografie inedite dall'album della famiglia Staccione.

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Calciobidone 2019, Patrick Schick l’erede di Kalinic

Troppo controversa e ben poco soddisfacente la sua esperienza in Italia, in particolare alla Roma: parliamo di Patrick Schick, che si è appena aggiudicato a suon di voti il Calciobidone 2019, titolo a cura del portale satirico Calciobidoni.it (in collaborazione con le testate Fantacalcio.it, Delinquenti prestati al mondo del Pallone e le storiche riviste Guerin Sportivo e Calcio 2000), dopo essere giunto secondo nel 2018. L’11^ Edizione del Premio, destinato a celebrare il peggior calciatore straniero del campionato italiano, ha registrato l’ennesimo record di votazioni (ben 14.176 le preferenze espresse). L’attaccante ceco, anche quest’anno inserito nella Flop Ten dalla Giuria – che conta, tra gli altri, Ivan Zazzaroni, Xavier Jacobelli e Darwin Pastorin – ha prevalso con 2.695 voti (19% del totale).

 

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Cagliosa di Giuseppe Franza

Giovanni detto Vangò ruba motorini per conto di un carrozziere e nel tempo libero gioca a calcio nella squadra del suo quartiere: il Rione Incis Club, formazione di dilettanti iscritta al girone C della Terza Categoria provinciale napoletana. Ventidue sono le partite del torneo, e ventidue sono i capitoli del libro, attraverso cui Giovanni misura i propri limiti e il suo abbrutimento, subendo l'inutile ferocia dei compagni di squadra, l'ottusità dell'allenatore, i vincoli di un'esistenza da schiavo. 

Qualcosa sembra cambiare il giorno in cui incontra una bella giornalista sportiva, la sua nuova, impossibile ossessione. Stimolato da un sentimento inedito, il ragazzo comincia a rendersi conto di dover evolvere. Ma come? 

Sullo sfondo, prosegue il campionato della Incis, tra risse, scorrettezze, acide rivalità, figuracce e futili rivalse. Non ci sono campioni né sportivi, e ogni personaggio rivela senza vergogna la propria deficienza morale. Ciononostante, lontani dai riflettori, su campi polverosi e invasi dall'erbaccia, Giovanni e compagni combattono per resistere alla forza centrifuga del non senso, per sopravvivere a loro stessi.

Cagliosa di Giuseppe Franza (Ortica editrice) è un romanzo sociale, una celebrazione critica e spassionata del calcio di provincia e una denuncia all'abbandono delle periferie.

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Che fine ha fatto Joaquìn Larrivey?

L’Argentina, si sa, è il paese dove nascono i più grandi talenti calcistici e forse per questo, ogni volta che ne arriva uno in Italia le aspettative sono davvero alte. Purtroppo però certe volte queste aspettative non vengono soddisfatte in pieno, in quanto si tratta di vere delusioni, proprio come il protagonista di oggi. Joaquìn Larrivey, soprannominato El Bati per la sua somiglianza fisica con Batistuta  viene ricordato sicuramente più per il suo viavai al Cagliari che per i gol segnati; svolge il ruolo di prima punta ed è dotato di discrete qualità tecniche.

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Perché una squadra si chiama "Rapid", "Sturm", "Admira", "Hakoah", "Slovan" o "Wacker"?

Ci saremo chiesti almeno una volta nella vita il significato del nome di alcune squadre di calcio, in particolare di quelle austriache.

I manuali di calcio e i risultati dei turni preliminari di Europa League e Champions League riportano la cronaca delle partite di squadre con nomi pittoreschi, che in realtà rappresentano uno spaccato culturale della nazione a cui questi club appartengono.

In questo articolo si risponde alle domande:

 

 

  1. Che cosa significa "Rapid" nel nome di una squadra?
  2. Che cosa significa "Sturm" nel nome di una squadra?
  3. Che cosa significa "Admira" nel nome di una squadra?
  4. Che cosa significa "Hakoah" nel nome di una squadra?
  5. Che cosa significa "Slovan" nel nome di una squadra?
  6. Che cosa significa "Wacker" nel nome di una squadra?
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Che fine ha fatto Victor Ibarbo?

Oggi parleremo di un calciatore, approdato nel mondo del calcio probabilmente grandi aspettative e finito dopo il suo momentaneo periodo di gloria nel dimenticatoio (come molti altri “finti” top player).

Nato in Colombia, Victor Ibarbo, classe 1990, pur nascendo come centrocampista spesso ricopre il ruolo di attaccante. È ben dotato fisicamente e sa difendere la palla, è capace di smistare la palla con entrambi i piedi, è abile nel gioco aereo, e possiede un discreto tiro.

Predilige giocare come seconda punta o esterno e la sua caratteristica principale è la velocità amando inserirsi negli spazi. Nonostante le sue capacità segna poco e nella sua carriera fatta di 287 presenze segna soltanto 29 gol.

 

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Dallo scudetto ad Auschwitz di Matteo Marani

«Lei conosce Arpad Weisz?» Calciatore e poi allenatore nell'Italia del regime fascista, di lui si è perduta ogni traccia. Eppure aveva vinto più di tutti all'epoca d'oro del pallone, gli anni Venti e Trenta, più di tanti tecnici acclamati oggi, vincendo scudetti e coppe, e portando al trionfo il Bologna. Sarebbe immaginabile che oggi qualcuno di loro scomparisse di colpo? A Weisz è successo, portato via dal vento tragico della storia, delle leggi razziali, della Shoah. Arpad Weisz è scomparso ad Auschwitz, la mattina del 31 gennaio 1944. Due anni prima erano entrati nella camera a gas sua moglie Elena e i suoi figli Roberto e Clara, dodici e otto anni. È un libro che commuove e indigna, che va letto tutto d’un fiato, quello di Matteo Marani. Perché è frutto di anni di ricerca scrupolosa e ossessiva per far riemergere dagli abissi del Novecento la storia di questo allenatore ebreo, divenuto prima un fantasma e poi simbolo della lotta nel calcio – e non solo – contro ogni odio e discriminazione.

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Che fine ha fatto Robert Acquafresca?

Robert Acquafresca ai tempi del Cagliari
Robert Acquafresca ai tempi del Cagliari

Il calcio italiano è pieno di giocatori con grandi potenzialità e tecnica, che hanno avuto la possibilità di diventare dei veri e propri talenti, ma per diversi motivi non hanno sfruttato l’occasione e si ritrovano adesso nel dimenticatoio.

Giocatori sballottati da una squadra all'altra alla ricerca della propria realizzazione, con grandi speranze, di cui però troppo presto non si è più sentito parlare.

Questo è, ad esempio, il caso di Robert Acquafresca: centravanti con un discreto fiuto per i gol, abile nel gioco aereo e nel movimento.

 

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Torneo invernale Kolbe contro il razzismo e le discriminazioni

Sabato 21 e Domenica 22 Dicembre 2019 dalle ore 15 alle ore 19 presso il campo sportivo dell'Oratorio Kolbe di Milano, Via Padre Massimiliano Kolbe, 5.

 

In seguito all'allarmante ondata di vergognosi episodi di razzismo e di discriminazione avvenuti non solo a livello sportivo professionistico, ma anche sui campi delle squadre giovanili e dilettantistiche, il Kolbe Calcio, facente parte della Polisportiva Kolbe, in accordo con l’Oratorio omonimo, di cui è parte integrante, ha deciso di organizzare un Torneo invernale contro ogni forma di razzismo e discriminazione presso il proprio campo sportivo situato all'interno dell’Oratorio stesso in Via Padre Massimiliano Kolbe, 5 a Milano nei giorni di Sabato 21 e Domenica 22 Dicembre 2019.

 

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Fallimento Palermo Calcio. Parla il presidente Mirri

“La nostra forza sono i tifosi. Il mio sogno? Serie B in 3 anni.”

Dopo il fallimento shock avvenuto lo scorso luglio il club rosanero riparte dalla serie D, fanno ben sperare le parole del nuovo presidente.

Sono stati infuocati i mesi estivi per la squadra siciliana, dopo le varie inchieste degli ultimi anni sono infatti emerse irregolarità nella gestione Zamparini che  hanno portato non solo alla dichiarazione di fallimento, ma l’ex patron alla sbarra in un processo per falso in bilancio e false comunicazioni sociali. Dopo queste gravi conseguenze il Palermo sta cercando di riassettarsi e di sistemare pian piano tutti i problemi a cui è dovuto andare incontro.

 

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